PALAZZO DORIA PAMPHILI

Raro esempio di una residenza tutt’ora abitata parzialmente della famiglia, aperta al pubblico.

A cura della Dott.ssa Maria Letizia Bruschi

10,00 €

Passeggiata di 2 ore

Palazzo Doria Pamphili
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Fu la residenza preferita da Camillo, figlio di Olimpia Maidalchini, e sua moglie, Olimpia Aldobrandini Junior, proprietaria del palazzo, sposata in seconde nozze dopo la morte del primo marito Paolo Borghese. La  coppia non fu molto amata dalla famiglia Pamphili, visto che Camillo rinunciò alla porpora cardinalizia per convolare a nozze. Il Palazzo è uno dei più monumentali e decorati della città, sia nella suo aspetto esterno, con la facciata risalente al 1734, del Valvassori, sia nelle spettacolari sale interne, nelle quali è esposta la collezione come fu concepita nell’allestimento originario, tranne poche modifiche. Vi sono esposte opere monumentali di paesaggisti, nel salone Poussin, un genere molto amato a fine ‘600, secondo un criterio tipico nei palazzi romani, in altre sale, più intime, risplendono opere pittoriche di gusto e soggetti diversi, secondo principi stabiliti negli allestimenti dell’epoca. Vi è la cappella, la sala da ballo, ma il cuore del palazzo è la galleria che si snoda intorno al cortile, il braccio che si affaccia sul Corso detto degli specchi. Negli altri bracci sono esposte importanti opere dei Carracci, del Reni, di Guercino, il famoso busto di Olimpia Maildachini di Alessandro Algardi, il gabinetto del Velasquez, con il vivo ritratto di Giovanni Pamphili, Papa Innocenzo X, che ancora ci osserva con il suo sguardo severo. Altre importantissime opere nelle altre sale sono di Caravaggio, specie la sua produzione giovanile: la Maddalena penitente, il riposo durante la fuga in Egitto. E  ancora Raffaello, il doppio ritratto, opere di Hans Memling, di Saraceni, e la collezione di marmi antichi.