ROMA NEL ‘700

Gli interventi papali e le nuove tipologie edilizie in una città che conobbe declino e perdita di prestigio in seno all’Europa del tempo.

A cura della Dott.ssa Maria Letizia Bruschi.

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I Papi iniziarono alcune innovazioni, introducendo nuove strutture, nuovi ospedali o loro rifacimenti più moderni, ospizi e riformatori per gli orfani, alcuni importanti interventi di riqualificazione del centro urbano, con la creazione del Porto di Ripetta, della Scalinata di Spagna, la Fontana di Trevi, opere o restauri che spesso attendevano da molto tempo una definitiva sistemazione. Cambiarono i materiali da costruzione, certamente a basso costo, tranne che per alcuni monumenti. Anche molte chiese vennero ristrutturate, l’uso dello stucco e cornici fu massiccio a scapito di marmi o travertino, ormai non più reperibili dallo spoglio e troppo costosi. Iniziò un acceso dibattito tra  gli estimatori dell’architettura borrominiana, o comunque barocca, e i rigoristi, strenui difensori dell’architettura tradizionale. Alcuni di essi andarono a recuperare addirittura le linee cinquecentesche, ne è un esempio la facciata di San Giovanni in Laterano, di Alessandro Galilei, che si pone in forte contrasto con la  fontana di Trevi, degli stessi anni. Esigenze economiche fecero sopraelevare molti edifici per poterli affittare, come le piccole palazzine del Raguzzini di fronte alla chiesa Sant’Ignazio.